Berlusconi: “Impronte digitali ai rom? No discriminazioni. Presto anche agli italiani”
Roma – “L’identificazione tramite le impronte digitali è una pratica corrente in molti paesi Europei e che estenderemo probabilmente a tutti i cittadini italiani e ad altri cittadini stranieri che verranno in Italia”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, spiegando anche così la assoluta “disinformazione” che è stata fatta attorno alla raccolta delle impronte ai bambini nomadi.
Nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente romeno, Basescu, il premier ha sottolineato che per uno Stato e per garantire diritti e doveri “l’identificazione è una necessità primaria”. Tornando ancora una volta sulle impronte ai bambini rom Berlusconi ha ribadito infine che “la finalità di questi interventi è quella di preservare i bambini da una situazione di soggezione a genitori che magari li utilizzano per chiedere l’elemosina o peggio e non li mandano a scuola”.
La Romania La Romania “non approva in parte o in gran parte le misure del governo italiano sul pacchetto sicurezza. Se avete capito così avete capito male”, ha spiegato il presidente romeno Traian Basescu nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. “Abbiamo soltanto detto che i cittadini rom sono cittadini europei e quindi devono essere trattati come tali – ha continuato rispondendo a una domanda della stampa – Riconosciamo che anche noi abbiamo un problema rom non risolto in Romania e per questo abbiamo proposto al governo italiano di collaborare su questo problema che non siamo stati capaci di risolvere in casa”.
ROMA, 30 LUG – Cambia la norma sugli assegni sociali. Un emendamento del relatore Salvo Fleres al decreto sulla manovra, presentato questa mattina in commissione Bilancio del Senato, modifica la norma approvata dalla Camera, che avrebbe comportato un taglio indiscriminato degli assegni sociali. Resta stabilita la necessita’ di aver lavorato in Italia per almeno dieci anni, ma scompare la necessita’ di aver percepito un reddito ”almeno pari all’importo dell’assegno sociale”.
Cambia la norma anti-precari. Il relatore Salvo Fleres ha presentato in commissione Bilancio del Senato un emendamento che cambia l’articolo 21 del decreto sulla manovra approvato dalla Camera.
RAI: OGGI CDA SU SACCA’. VIGILANZA, ANCORA NULLA DI FATTO
Oggi il cda della Rai torna sulla proposta del direttore generale Claudio Cappon di rimuovere il direttore di Rai Fiction Agostino Sacca’ e nominare al suo posto il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce. Ieri nuova fumata nera alla Commissione di Vigilanza Rai che non ha eletto il suo presidente.
Il governo fa marcia indietro. Non solo sugli assegni sociali, ma anche sui precari. Dopo la levata di scudi generale, l’esecutivo decide di correggere le due norme della manovra economica al centro da giorni di una tempesta di critiche. E lo farà con l’emendamento che sta per presentare al decreto al Senato. La decisione è annunciata in serata dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che dal principio aveva insistito per intervenire su entrambi gli articoli subito, a Palazzo Madama. Nata in chiave anti-immigrati, la prima norma rischiava di togliere dall’oggi al domani gli assegni sociali a circa 800mila anziani indigenti, in gran parte donne. Dopo un’occhiata ai titoli dei giornali della mattina, a Palazzo Chigi ci si rende conto che l’errore compiuto alla Camera deve essere rapidamente corretto. E così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito annuncia che il governo presenterà un emendamento al Senato per eliminare il rischio di un taglio indiscriminato degli assegni. Si tratterà, assicura Vito, dell’unica modifica della manovra a Palazzo Madama oltre a quella, già annunciata, che recepisce le osservazioni del Quirinale sui bilanci ministeriali. Ma la maggioranza, durante l’esame della manovra in commissione al Senato, si lascia aperta la porta a una modifica dell’altra norma che ha provocato mille proteste, il blocco delle assunzioni dei precari che fanno causa all’azienda: se intervenire o no, spiega il relatore Salvo Fleres, si deciderà al termine di una verifica con il governo. Alla fine Sacconi – che ieri aveva annunciato cambiamenti alla norma anti-assunzioni in un nuovo ddl e poi aveva garantito ai sindacati le correzioni – annuncia il nuovo cambiamento di rotta: modifiche subito anche sui precari. Intanto, la Lega Nord aveva dato il suo “nulla osta” all’aggiustamento sugli assegni sociali: spiega infatti il ministro Roberto Calderoli che “é giusto modificare la norma se c’é anche solo il dubbio che i tagli possano riguardare gli italiani”. Tra l’altro è venuto fuori che la paternità della stretta sugli assegni sociali non è del Carroccio ma di due deputati dell’opposizione, gli altoatesini della Svp Sigfried Brugger e Karl Zeller. La ‘ratio’ della misura, sottolinea il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, era di “impedire a un immigrato che sta in Italia da un anno di prendere una pensione sociale per tutta la vita”. Ora però, visti i “danni collaterali” prodotti, anche Gasparri dà il suo via libera ai cambiamenti. Resta invece duro il giudizio dell’opposizione: “Con le norme sugli assegni sociali e i precari – dice la capogruppo del Pd a Palazzo Madama Anna Finocchiaro – il governo dimostra che considera i più deboli come vittime da sacrificare”. Tuona contro le norme sui precari e sugli assegni sociali anche il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini: “Sono sbagliate: un conto è la flessibilità – sottolinea – un conto è la precarietà permanente. E con i tagli agli assegni sociali, perché amplia gli spazi di povertà e toglie una protezione sociale minima”. Per trovare la formulazione più corretta, governo e maggioranza avevano deciso di prendersi il tempo necessario per riflettere (e per evitare che il rimedio sia peggiore del male). La commissione Bilancio del Senato ha accantonato infatti gli articoli 20 e 21 del decreto, quelli che contengono il taglio degli assegni sociali e la norma ‘anti-precari’. Tra stasera e domani mattina in commissione dovrebbe arrivare l’emendamento sugli assegni sociali, mentre il governo non ha ancora deciso – riferisce sempre Sacconi – se portare la sua proposta di modifica sui precari in commissione o direttamente in aula, come consente il regolamento del Senato. E in aula, dove la manovra approderà probabilmente giovedì mattina, è più che probabile, come lascia capire il ministro Vito, che il governo ricorrerà al voto di fiducia per accelerare i tempi ed evitare di votare uno per uno circa 600 emendamenti presentati dall’opposizione. Intanto, mentre la manovra si avvia verso il voto finale del Senato, l’agenzia di rating Standard & Poor’s la boccia sostenendo che il suo impatto sulla spesa pubblica sarà solo “lieve”: “Il nuovo governo di centrodestra, guidato da Silvio Berlusconi – sostiene l’agenzia – non propone alcuna riforma di tipo strutturale che affronti seriamente i temi della spesa pubblica”.
“Gennaio 2009. II° anno dell’Era Psiconana. 760.000 persone perdono . I veri italiani esultano. L’assegno sarà tolto agli sfruttatori del popolo. Una vera manovra di sinistra. La Destra sociale applaude. I leghisti mostrano (con orgoglio) il dito medio alle vecchiette che succhiano il sangue degli imprenditori lombardo veneti.
Verranno tagliate le pensioni sociali a tutti coloro che hanno più di 65 anni e con meno di 10 anni di contributi. Casalinghe, disoccupati, immigrati rientrati in Italia per la vecchiaia, frati e suore. Questa massa di nullafacenti percepisce ogni mese 395,54 euro. Dall’anno prossimo potranno passare i pomeriggi a frugare nei cestini o raccogliere gli scarti dei mercati rionali.
Tremonti è più avanti del ministro dell’economia argentino Cavallo. In prima del fallimento dello Stato furono ridotte le pensioni del 30%. Tremonti le taglia del 100%. Lo psiconano risparmierà ogni anno circa 300 milioni di euro (300.648.400).
I vecchi possono morire di fame. Intanto ci sono i 300 milioni regalati all’Alitalia, i di multa della Comunità Europea per Rete 4 abusiva (ad oggi), il all’anno per l’editoria assistita per pagare gli stipendi a Scalfari, Mieli, Belpietro, Ferrara, Polito, Padellaro, Feltri, le pensioni ai parlamentari dopo . Quando lo Stato chiama i vecchi possono schiattare. Dicono che la legge sia stata fatta per 23.113 immigrati che vivono in Italia. Il 2,6% delle pensioni sociali. E che per non passare da razzisti non si è voluto fare prigionieri. Affamarli tutti per salvarne uno. Lui, l’uomo più ricco d’Italia.”
Ne vedremo delle belle ragazzi. Ho già scritto riguardo gli sperperi del parlamento e sono sempre più deluso da come stanno andando le cose.
I poveri sempre più poveri ed i ricchi sempre più ricchi: ci vogliono così, un popolo è facilmente manovrabile nella POVERTA’. Dove sono andate a finire le promesse del Premier? Il problema di non arrivare a fine mese, lui, come lo risolve? Eliminando il popolo. La radice di tutti i problemi.
QUESTA E’ LA VERITA’. Ora ho finalmente capito:non stiamo toccando il fondo, STIAMO SCAVANDO.