1500 Anime

Dal sito Unione Sarda:
Il governo della Georgia ha dichiarato lo stato di guerra. Prosegue l’offensiva di Mosca: due caccia hanno bombardato oggi i dintorni della città di Gori in Georgia. I bombardamenti russi hanno inoltre “completamente devastato” il porto georgiano di Poti, sito strategico per il trasporto di idrocarburi del Caspio. Intanto si aggrava il bilancio degli scontri: i morti a Tskhinvali sono 1500

I morti sono 1500

Il governo georgiano si prepara a dichiarare lo stato di guerra, secondo mass media locali citati dall’agenzia Itar-Tass. Il ministero della difesa e  la residenza presidenziale stanno venendo evacuati secondo le stesse fonti, citate da Radio Eco di Mosca, così come altre istituzioni statali strategiche.   Agli abitanti di alcuni quartieri di Tbilisi è stato raccomandato di scendere nella metropolitana. Dalla zona dell’aeroporto, vicino Kutaisi, sono stati evacuati donne e bambini. L’aeroporto internazionale ha interrotto i collegamenti, tranne che con la Turchia e l’Ucraina.  Secondo il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov i morti negli scontri di ieri a Tskhinvali, in Ossezia del sud, sono 1.500.

BOMBARDAMENTI RUSSI. Secondo la Reuters gli aerei russi hanno compiuto almeno 5 attacchi, la maggior parte dei quali contro obiettivi militari. L’agenzia riferisce però che almeno una bomba è caduta sulla città colpendo un edificio di cinque piani e provocando la morte di almeno due persone ed il ferimento di altre tre. Gori si trova in territorio georgiano, a circa 50 chilometri dalla capitale dell’Ossezia del sud Tskhinvali, teatro da ieri dei combattimenti tra le forze giorgiane e i separatisti osseti appoggiati dai russi. Gori è la città in cui nacque il defunto dittatore sovietico Josip Stalin.

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