Sicurezza, da oggi militari nelle città

4 Agosto 2008

MILANO (Reuters) – Da stamattina circa 600 militari sono impegnati a sostegno dell’ordine pubblico a Roma, a Milano, a Napoli e in altre città, come previsto dal decreto che porta la firma dei ministri dell’Interno e della Difesa e che prevede l’impiego di 3.000 militari chiamati a presidiare obiettivi sensibili, a pattugliare le strade e a vigilare all’esterno dei centri per immigrati.

Lo riferiscono le prefetture delle città interessate.

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che ha voluto salutare personalmente l’iniziativa con la sua presenza questa mattina alla stazione Centrale di Milano, ha detto che per ora il bilancio della prima giornata è “estremamente positivo” .

“Sono sicuro che questa forma di presenza sul territorio prenderà piede, perché i cittadini sanno che il solo fatto di avere sul marciapiede delle forze dell’ordine, delle forze armate, dei carabinieri, è già di per sé un deterrente per la criminalità”, ha affermato La Russa parlando con i giornalisti.

Una maggiore sicurezza, ha aggiunto il ministro, “c’è nella sostanza, nell’immagine, e nella percezione, che è una componente importante della sicurezza”.

Rispondendo ad una domanda su eventuali manifestazioni di dissenso per l’operazione da parte dei cittadini, La Russa ha detto che “a parte i professionisti della protesta”, nel suo cammino verso la stazione Centrale non ha trovato cittadini contrari.

“Non dico che non ce ne siano, ma io di contrari non ne ho trovato neanche uno”, ha affermato il ministro. “Qualcuno di contrario ci sarà, e ce ne sono sicuramente: la parte che è abituata a delinquere favorevole non è”.

A ROMA I MILITARI SARANNO 1.052, A MILANO 424

A Roma 405 militari sono in servizio dalle 7 di oggi per presidiare 19 ambasciate – che da lunedì prossimo diventeranno 30 – e altri obiettivi sensibili, per pattugliare le strade della capitale e vigilare fuori dai centri per immigrati.

I militari – granatieri di Sardegna, lancieri di Montebello, e uomini della Folgore – stanno effettuando pattugliamenti nella stazione Anagnina, Saxa Rubra, Labaro, Tor di Quinto, Ponte delle Valli e Mattia Battistini e all’esterno del Cpt di Ponte Galeria, secondo quanto riferito dalla Prefettura della capitale. Non sono previsti invece pattugliamenti nel centro storico.

Il numero dei militari impegnati nella capitale salirà da lunedì prossimo a 1.052.

Oggi intanto il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha fatto visita ai militari in servizio davanti all’ambasciata di Israele.

A Milano dalle 7 di oggi, 174 militari sono impegnati in presidi fissi tra l’altro a piazza del Duomo, al consolato americano e a quello cinese.

Pattugliamenti invece in altre zone della città come il quartiere Baggio, la zona della stazione Centrale e viale Padova.

Secondo quanto riferito dalla Prefettura milanese, i militari impegnati in città fanno parte del Genio guastatori di Milano, della Brigata “Ariete” di Pordenone e del Reggimento artiglieria a cavallo di Milano.

“Giovedì arriveranno altri soldati destinati al presidio di via Corelli mentre da lunedì prossimo saremo a pieno regime con 424 militari, il numero destinato a Milano”, ha spiegato una funzionaria della Prefettura.

A Napoli sono 179 complessivamente i militari che verranno impegnati in città. Dalle 7 di oggi oltre una decina stanno affiancando tre pattuglie – di carabinieri, polizia e guardia di finanza – al Vomero, al molo Beverello e in piazza del plebiscito mentre altri stanno presidiando il consolato americano.

A Torino, da oggi una ventina di militari – il cui numero a pieno regime raggiungerà circa 80 unità – sta pattugliando la zona della parco Stura, secondo la Prefettura, mentre un altro gruppo è in servizio davanti alla struttura per immigrati della città.

Su un totale di 3.000 militari un terzo pattuglierà le strade di nove città italiane – Roma, Milano, Napoli, Catania, Bari, Torino, Palermo, Verona e Padova.

Altri 1.000 vigileranno all’esterno dei centri per immigrati nelle province di Agrigento, Bari, Bologna, Brindisi, Cagliari, Caltanisetta, Catanzaro, Crotone, Foggia, Gorizia, Milano, Modena, Roma, Siracusa, Torino e Trapani.

I restanti proteggeranno siti e obiettivi sensibili a Roma, Milano e Napoli.

Come ha specificato il ministro La Russa questa mattina, si tratta di un provvedimento “sperimentale” che dura, come da decreto, sei mesi, rinnovabili in seguito per altri sei con un nuovo decreto. “Mi auguro che alla fine del periodo ci sia l’organico sufficiente per carabinieri e polizia per poter estendere a tutta Italia un servizio di pattugliamento senza la necessità che siano coinvolte le forze armate”, ha detto La Russa.


PRECARI: PER I TECNICI DELLA CAMERA DUBBI DI COSTITUZIONALITA’

4 Agosto 2008

ROMA (reuters) Il Servizio Studi della Camera ha sollevato dubbi sulla costituzionalita’ delle norme sui precari contenute nella manovra economica, alla luce dell’articolo 3 della Carta Costituzionale, nonostante le modifiche apportate la scorsa settimana dal Senato. Nel documento che analizza le modifiche apportate dal Senato al Dl manovra si legge: “A riguardo si osserva come sembri opportuna un’attenta valutazione della distinzione introdotta dalla norma in esame, alla luce del principio di ragionevolezza di cui all’articolo 3 della Costituzione”. L’articolo della Carta a cui il documento fa riferimento stabilisce che “tutti i cittadini hanno pari dignita’ sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.


Polizia + Violenza = MASSACRO !

1 Agosto 2008

Mani e piedi legati. Nonostante fosse immobilizzato, «esercitavano sul tronco, sia salendogli insieme o alternativamente sulla schiena, sia premendo con le ginocchia, un’eccessiva pressione che ne riduceva gravemente le capacità respiratorie». Poi, «nonostante fosse ammanettato, continuavano a tenerlo in posizione prona per diversi minuti». È così che, secondo la procura di Trieste, quattro poliziotti della Volante hanno provocato la morte di Riccardo Rasman, 34 anni, una pensione da invalido per atti di nonnismo subiti durante il servizio militare, e un monolocale in affitto dove non ha mai dormito. Un ragazzo figlio di operai, e una sorella, Giuliana, che un giorno gli promise che nessuno gli avrebbe più fatto del male. Il 27 ottobre 2006 quando gli agenti, allertati da un vicino di casa, fanno irruzione in casa sua. Nasce una colluttazione, mai negata dai poliziotti, ma giustificata «dall’intento di difendersi dalla reazione inconsulta di Rasman e nella convinzione di trovarsi nell’esercizio di un dovere». Dopo quasi due anni di indagini e un’iniziale istanza di archiviazione, ora il caso Rasman sembra avviarsi verso il processo: qualche giorno fa il pm Pietro Montrone ha notificato ai quattro indagati l’avviso di conclusione dell’inchiesta, preludendo a una richiesta di rinvio a giudizio. La fine di Riccardo ricorda la tragedia di Federico Aldrovandi, lo studente morto a 18 anni il 25 settembre 2005 dopo un intervento di polizia. «Asfissia da posizione» la causa di morte per entrambi. All’alba del 25 settembre di tre anni fa Federico urla e tira calci a vuoto quando una signora avverte il 113. Dopo l’intervento di una volante, muore ammanettato con la faccia sull’asfalto. Il 27 ottobre del 2006 Riccardo Rasman, una volta aspirante meccanico, ridotto a invalido dopo sette mesi in Aeronautica, tira petardi dal balcone perché è felice: ha trovato lavoro come netturbino. Gli agenti sfondano la porta, Riccardo reagisce. Nessuno aspetta di sapere se per caso ha qualche problema psichico. Quando si scopre che è in cura in un centro di salute mentale, è già troppo tardi: dopo botte, manette e rantolii, Riccardo smette di respirare, forse terrorizzato anche dalle uniformi. In cucina un biglietto, scritto prima dell’irruzione: «Mi sono calmato, per favore non fatemi del male».

Verità e Giustizia per Riccardo e Federico.
Polizia + Violenza = MASSACRO
Polizia + Violenza = MASSACRO
Polizia + Violenza = MASSACRO
Polizia + Violenza = MASSACRO