Ho comprato il giornale “La Stampa” e “La Repubblica” (nota bene, pagato ben due volte, avete presente i soldi passati dallo stato??).
La Stampa: 7 milioni di euro
La Repubblica: 23 milioni di euro
Quasi quasi faccio anch’io un giornale…ma credo che mi beccherebbero quasi subito, sono troppo onesto. Che ci volete fare, sono fatto così!
Chiedo scusa per l’acquisto (per lo meno ho la materia prima per poggiare la ciotola del cane) ma l’ho fatto, anzi, l’ho dovuto fare:
volevo vedere con i miei occhi tutte le stronzate riguardo Piazza Farnese, tutte le falsità, tutte le notizie omesse (qualcuno ha detto Salvatore Borsellino??), tutto quello che i giornalisti di partito potevano partorire. Ancora una volta i giornali hanno fatto passare una pacifica manifestazione, un utile manifestazione, una sana manifestazione come la peggiore delle cose cercando anche di screditare un politico che, almeno lui, cerca di fare un minimo di opposizione, non come il PD meno L.
Ecco i titoli dei giornali:
La Stampa: “Di Pietro e Quirinale ai ferri corti”
La Repubblica: “Di Pietro attacca Napolitano. Il Quirinale: basta offese”
Da
Bene, andiamo a rileggere il testo delle parole di Antonio Di Pietro dal palco di piazza Farnese e vediamo dove si concentra il “virulente” attacco al Quirinale.
“Signor Presidente, ancora una volta ci stanno facendo lo scherzo di Piazza Navona. Io penso che in una civile piazza dei cittadini italiani abbiano il diritto manifestare. Si può non essere d’accordo su quel che abbiamo fatto e stiamo facendo… Ma è un nostro diritto, garantito dalla Costituzione, poter dire che ciò che fanno determinate persone non ci convince?
E possiamo permetterci, signor Presidente della Repubblica, di accogliere in questa piazza anche qualcuno di noi che non è d’accordo su alcuni suoi silenzi? (applausi e fischi) Possiamo permetterci o no? O siamo degli eversivi?
Siamo dei cittadini normali che ci permettiamo di dire a lei, signor Presidente della Repubblica, che dovrebbe essere l’arbitro, che a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzi, lo possiamo dire o no? Noi la rispettiamo, noi abbiamo un senso delle istituzioni, noi vogliamo essere tranquilli”.Dopo, riferendosi allo striscione fatto levare: “Perchè non c’è possibilità di manifestare, senza bastoni, senza nulla? Stiamo semplicemente dicendo che non siamo d’accordo sul fatto che si lasci passare il lodo Alfano, non siamo d’accordo sul fatto che si criminalizzano le persone che fanno il loro dovere, non siamo d’accordo sull’oblio che le istituzioni hanno sui familiari delle vittime (…) Lo possiamo dire o no? Rispettosamente. Ma il rispetto è una cosa, il silenzio un altro. Il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso“.
L’ultima frase, che è stata fatta agganciare al silenzio di Napolitano (per esempio Il Giornale, tento per citarne uno), sembrerebbe avvallare la tesi che Di Pietro avesse addirittura dato del mafioso al Presidente della Repubblica.
In realtà la parola “silenzio” è riferita alla piazza e ai cittadini. Il concetto è semplice: rispettiamo le istituzioni ma non possiamo restare zitti perchè saremmo complici. Guardando il video traspare chiaramente qual’è il senso del discorso.
Dopo aver letto queste parole, dov’è l’attacco che i media hanno raccontato subito dopo? Perchè hanno oscurato i motivi della protesta, ovvero l’ingiustizia patita dai magistrati di Salerno per aver semplicemente svolto in modo corretto, rispettando le regole, il loro lavoro?
E’ possibile che non esista un organo di stampa che racconti con lucidità e deontologia professionale una semplice manifestazione, senza trovare il pretesto per la solita campagna di screditamento, occultamento e stravolgimento della realtà?
Ecco l’intervento di Antonio Di Pietro:
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Ora l’intervento di Salvatore Borsellino:
Sono rivelazioni-bomba eppure nessun giornale ha consumato qualche riga parlando di questo intervento. Ma vergognatevi.
Io c’ero ed io so, ed oggi, anche voi sapete.
Tirate voi le conclusioni…
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Pubblicato da Stefano