PRECARI: PER I TECNICI DELLA CAMERA DUBBI DI COSTITUZIONALITA’

4 Agosto 2008

ROMA (reuters) Il Servizio Studi della Camera ha sollevato dubbi sulla costituzionalita’ delle norme sui precari contenute nella manovra economica, alla luce dell’articolo 3 della Carta Costituzionale, nonostante le modifiche apportate la scorsa settimana dal Senato. Nel documento che analizza le modifiche apportate dal Senato al Dl manovra si legge: “A riguardo si osserva come sembri opportuna un’attenta valutazione della distinzione introdotta dalla norma in esame, alla luce del principio di ragionevolezza di cui all’articolo 3 della Costituzione”. L’articolo della Carta a cui il documento fa riferimento stabilisce che “tutti i cittadini hanno pari dignita’ sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.


Cambiano norme sui precari e assegni sociali

30 Luglio 2008

Dal sito ANSA:

ROMA, 30 LUG – Cambia la norma sugli assegni sociali. Un emendamento del relatore Salvo Fleres al decreto sulla manovra, presentato questa mattina in commissione Bilancio del Senato, modifica la norma approvata dalla Camera, che avrebbe comportato un taglio indiscriminato degli assegni sociali. Resta stabilita la necessita’ di aver lavorato in Italia per almeno dieci anni, ma scompare la necessita’ di aver percepito un reddito ”almeno pari all’importo dell’assegno sociale”.

Cambia la norma anti-precari. Il relatore Salvo Fleres ha presentato in commissione Bilancio del Senato un emendamento che cambia l’articolo 21 del decreto sulla manovra approvato dalla Camera.

RAI: OGGI CDA SU SACCA’. VIGILANZA, ANCORA NULLA DI FATTO
Oggi il cda della Rai torna sulla proposta del direttore generale Claudio Cappon di rimuovere il direttore di Rai Fiction Agostino Sacca’ e nominare al suo posto il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce. Ieri nuova fumata nera alla Commissione di Vigilanza Rai che non ha eletto il suo presidente.


Il governo fa dietro front !

30 Luglio 2008

Da sito ANSA:

Il governo fa marcia indietro. Non solo sugli assegni sociali, ma anche sui precari. Dopo la levata di scudi generale, l’esecutivo decide di correggere le due norme della manovra economica al centro da giorni di una tempesta di critiche. E lo farà con l’emendamento che sta per presentare al decreto al Senato. La decisione è annunciata in serata dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che dal principio aveva insistito per intervenire su entrambi gli articoli subito, a Palazzo Madama. Nata in chiave anti-immigrati, la prima norma rischiava di togliere dall’oggi al domani gli assegni sociali a circa 800mila anziani indigenti, in gran parte donne. Dopo un’occhiata ai titoli dei giornali della mattina, a Palazzo Chigi ci si rende conto che l’errore compiuto alla Camera deve essere rapidamente corretto. E così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito annuncia che il governo presenterà un emendamento al Senato per eliminare il rischio di un taglio indiscriminato degli assegni. Si tratterà, assicura Vito, dell’unica modifica della manovra a Palazzo Madama oltre a quella, già annunciata, che recepisce le osservazioni del Quirinale sui bilanci ministeriali. Ma la maggioranza, durante l’esame della manovra in commissione al Senato, si lascia aperta la porta a una modifica dell’altra norma che ha provocato mille proteste, il blocco delle assunzioni dei precari che fanno causa all’azienda: se intervenire o no, spiega il relatore Salvo Fleres, si deciderà al termine di una verifica con il governo. Alla fine Sacconi – che ieri aveva annunciato cambiamenti alla norma anti-assunzioni in un nuovo ddl e poi aveva garantito ai sindacati le correzioni – annuncia il nuovo cambiamento di rotta: modifiche subito anche sui precari. Intanto, la Lega Nord aveva dato il suo “nulla osta” all’aggiustamento sugli assegni sociali: spiega infatti il ministro Roberto Calderoli che “é giusto modificare la norma se c’é anche solo il dubbio che i tagli possano riguardare gli italiani”. Tra l’altro è venuto fuori che la paternità della stretta sugli assegni sociali non è del Carroccio ma di due deputati dell’opposizione, gli altoatesini della Svp Sigfried Brugger e Karl Zeller. La ‘ratio’ della misura, sottolinea il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, era di “impedire a un immigrato che sta in Italia da un anno di prendere una pensione sociale per tutta la vita”. Ora però, visti i “danni collaterali” prodotti, anche Gasparri dà il suo via libera ai cambiamenti. Resta invece duro il giudizio dell’opposizione: “Con le norme sugli assegni sociali e i precari – dice la capogruppo del Pd a Palazzo Madama Anna Finocchiaro – il governo dimostra che considera i più deboli come vittime da sacrificare”. Tuona contro le norme sui precari e sugli assegni sociali anche il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini: “Sono sbagliate: un conto è la flessibilità – sottolinea – un conto è la precarietà permanente. E con i tagli agli assegni sociali, perché amplia gli spazi di povertà e toglie una protezione sociale minima”. Per trovare la formulazione più corretta, governo e maggioranza avevano deciso di prendersi il tempo necessario per riflettere (e per evitare che il rimedio sia peggiore del male). La commissione Bilancio del Senato ha accantonato infatti gli articoli 20 e 21 del decreto, quelli che contengono il taglio degli assegni sociali e la norma ‘anti-precari’. Tra stasera e domani mattina in commissione dovrebbe arrivare l’emendamento sugli assegni sociali, mentre il governo non ha ancora deciso – riferisce sempre Sacconi – se portare la sua proposta di modifica sui precari in commissione o direttamente in aula, come consente il regolamento del Senato. E in aula, dove la manovra approderà probabilmente giovedì mattina, è più che probabile, come lascia capire il ministro Vito, che il governo ricorrerà al voto di fiducia per accelerare i tempi ed evitare di votare uno per uno circa 600 emendamenti presentati dall’opposizione. Intanto, mentre la manovra si avvia verso il voto finale del Senato, l’agenzia di rating Standard & Poor’s la boccia sostenendo che il suo impatto sulla spesa pubblica sarà solo “lieve”: “Il nuovo governo di centrodestra, guidato da Silvio Berlusconi – sostiene l’agenzia – non propone alcuna riforma di tipo strutturale che affronti seriamente i temi della spesa pubblica”.


Nuova norma anti-costituzionale: sempre peggio!

29 Luglio 2008

«Politicamente e socialmente inaccettabile, oltre che a rischio di costituzionalità».

Così Walter Veltroni definisce l’emendamento sui precari. Il leader Pd, nel corso di una conferenza stampa, chiede al governo «di ritirare immediatamente l’emendamento, che rafforza l’ingiustizia di questo Paese e aumenta la precarietà». E il leader del Pd sulla misura è pronto a dare battaglia. «Contrasteremo questo provvedimento in Parlamento con tutte le nostre forze». E si è detto pronti anche a una terza lettura della manovra. «Il nostro paese sta vivendo un periodo di stagnazione drammatica che allarga le differenze sociali. Per questo noi siamo disposti, pur di eliminare l’emendamento anti precari, anche ad una terza lettura della Camera» del provvedimento. (Fonte IlSole24Ore)

Il provvedimento. Finora il magistrato che riscontrava irregolarità sul ricorso a uno o più contratti a termine, poteva obbligare il datore di lavoro a riammettere in servizio il lavoratore con un contratto a tempo indeterminato. Se passerà la nuova norma, il giudice dovrà limitarsi ad applicare all’azienda una sanzione di entità variabile tra le 2,5 e le 6 mensilità (la stessa prevista per le imprese al di sotto dei 15 dipendenti). Con la sanatoria, il diritto al reintegro decadrà per chi in questo momento è in causa.

L’esecutivo prende le distanze. “Si tratta di una misura nata in ambito parlamentare: non l’ha voluta il governo e tanto meno il ministro Sacconi – commentano da Via Vittorio Veneto – anzi siamo intervenuti, al momento dell’appovazione in commissione Bilancio per limitarne la portata: inizialmente la norma doveva valere per il presente e per il futuro mentre nell’attuale formulazione riguarda solo le cause ancora aperte”.

I sindacati sul piede di guerra. Dura reazione dei sindacati, che accusano il governo di lasciare alle imprese “mano libera sull’uso dei contratti a termine”. “E’ una misura molto negativa – denuncia Fulvio Fammoni segretario confederale Cgil con delega al mercato del lavoro – lascia aperta ogni possibilità per le aziende sull’uso del contratto a termine, senza che, in caso di irregolarità, queste abbiano alcuna ripercussione futura”.

“E’ contro la Costituzione”. “Una norma sbagliata che presenta gravi incongruenze”, secondo il segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini. “Oltre al problema dell’indennizzo, la norma introduce il principio che un contratto non corretto viene considerato nullo”. In questo modo, spiega Santini, “il lavoratore, non solo non può essere riammesso sul posto di lavoro, per decisione del giudice, con un contratto a tempo indeterminato, ma rimane anche senza il contratto a termine”. Per Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, la norma “è incostituzionale”.

Le critiche dell’opposizione. Per l’opposizione interviene l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano: “Con la nostra battaglia parlamentare, che non consideriamo assolutamente conclusa, abbiamo limitato il danno – spiega il viceministro ombra del Pd – E infatti il governo è stato costretto a cambiare questa norma che non vale più per il futuro. Si tratta di una piccola correzione che non cambia il segno di profonda deregolazione del mercato del lavoro a tutto svantaggio dei lavoratori e soprattutto dei giovani. Questo dimostra la doppiezza dell’azione del governo – conclude Damiano – che a parole vorrebbe aiutare i più deboli ma nei fatti li colpisce”.

Favorevoli gli imprenditori. Di parere opposto Confindustria: “Il provvedimento va nella direzione giusta – commenta il direttore generale di Confindustria Maurizio Beretta – un po’ di semplificazione e di minor rigidità è quello che serve al mercato del lavoro. In questo, come in altri casi, non è di sanzioni che abbiamo bisogno ma di norme praticabili, che abbiano un senso logico rispetto alla situazione reale”. (Fonte Repubblica)